
Accademia Guardia di Finanza: Sfumato il progetto tra silenzi e propaganda
“Le Istituzioni non possono garantire la realizzazione dell’opera e la Guardia di Finanza è costretta a rinunciare” – poche parole per sintetizzare quanto risposto dal Governo, nella persona del Sottosegretario di Stato on. Molgora, all’interrogazione posta dai parlamentari bergamaschi, Sergio Piffari e Gabriele Cimadoro, sulla costruzione della nuova Accademia della Guardia di Finanza a Bergamo.
“Governo ed Enti Locali non dispongono delle risorse necessarie per la costruzione dell’opera (245 milioni di euro) né per sbrogliare il contenzioso con privati e Comune in merito alla proprietà dell’area destinata all’accademia. Stando così le cose – ha dichiarato il Coordinatore Regionale IdV Lombardia – mi sarei aspettato uno scatto d’orgoglio da parte della politica locale che, di contro, si dimostra più sensibile ad altri progetti, favorendo interessi diversi e speculazioni che mettono in discussione le reali volontà di ciascuno dei soggetti coinvolti. Proprio all’indomani della nostra coraggiosa assunzione di responsabilità che ci ha visto votare a favore del “federalismo demaniale”, con cui lo Stato cede parte di risorse e di patrimoni immobiliari al territorio, è incomprensibile l’incapacità dimostrata dalla politica locale di rispondere alle esigenze valorizzando il patrimonio disponibile.
“Fa specie, poi, il silenzio con cui tutto questo è avvenuto – prosegue l’on. Piffari – senza nessuna presa di posizione netta da parte degli stessi esponenti locali della maggioranza di Governo.
La costruzione della nuova Accademia, non una semplice caserma ma una vera e propria università europea capace di formare professionisti qualificati nella lotta alla criminalità e all’evasione fiscale, avrebbe sicuramente rappresentato un’ulteriore occasione di sviluppo e blasone per tutto il territorio lombardo.
Faccio appello – conclude il parlamentare dell’Italia dei Valori – a tutti i parlamentari bergamaschi affinché sottoscrivano la risoluzione che a breve presenterò in aula per chiedere al Governo di rivedere la propria posizione”.
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