“La crisi della Valbrem riaccende i riflettori sulla difficile situazione attraversata negli ultimi anni dalla nostra industria, specie in Lombardia e nella provincia di Bergamo.” Lo hanno dichiarato i due parlamentari bergamaschi dell’Idv, Gabriele Cimadoro e Sergio Piffari, che hanno immediatamente presentato un’interrogazione in Decima commissione alla Camera. “Secondo i dati del Dipartimento Mercato del Lavoro della Cgil, gli iscritti alle liste disponibilità, ovvero i disoccupati, sono passati dai 52.355 del 2009 ai 57.077 del settembre 2010, con un aumento netto del 9%. I 117 posti a rischio delle Fonderie Valbrem, 96 nello stabilimento di Lenna e 21 in quello di Presezzo, rischiano di essere l’ennesima goccia in quello che si sta trasformando in un oceano.”
"Il comune di Lenna costituisce l’ultimo avamposto industriale prima dell’Alta Val Brembana – ha proseguito l’onorevole Piffari - e fa parte di un territorio già fortemente penalizzato da gravi deficit infrastrutturali. L’intera area, che ha sempre rappresentato un marchio di qualità e serietà delle forze produttive, è caratterizzata da un tessuto di piccole e medie imprese, pesantemente in crisi, ma che non riescono, per dimensioni e fatturato, ad avere una visibilità sul piano nazionale. Per questo oggi in Aula ho interrogato il ministro Sacconi per sapere se il Governo intenda intraprendere azioni a sostegno dei lavoratori della Valbrem e del rilancio industriale dell’intera provincia di Bergamo.”
“Il Ministro Sacconi ha risposto citando tavoli di concertazione, trattative, con aziende e parti sociali. Ha parlato di stabilità e conservazione degli attuali livelli occupazionali, ha citato la difesa dei redditi, l’impegno ad agevolare la ricollocazione dei lavoratori sul mercato del lavoro, favorendo in particolare l’avviamento al lavoro dei giovani. Purtroppo – ha spiegato il segretario regionale IDV Lombardia - la realtà è diversa. I dati che abbiamo offerto al Ministro dimostrano, in maniera inconfutabile, che la disoccupazione giovanile si assesta su percentuali mai registrate prima e pari al 27,9%.
I lavoratori che perdono il posto di lavoro non riescono a trovare una nuova occupazione a causa di un mercato del lavoro pressoché immobile. I tavoli di trattativa, poi, nonostante le rassicurazioni e gli impegni assunti, non riescono a evitare licenziamenti e fallimenti”.
“Nella provincia di Bergamo, ad esempio, l’attuale quadro economico induce a prevedere la perdita di migliaia di posti di lavoro anche nel 2011 e il tasso di disoccupazione, al 3,7% nel 2009, all’inizio del prossimo anno potrebbe ragionevolmente assestarsi al 5%. Se davvero fosse in atto un piano di profondi investimenti strutturali, capace di offrire alternative concrete, oggi forse non saremmo qui a discutere di nuovi licenziamenti.
L’aver prorogato ai lavoratori la copertura degli ammortizzatori sociali, indubbiamente necessaria, rappresenta solo il rinvio differito nel tempo del problema attraverso l’ennesimo provvedimento d’urgenza di breve periodo per affrontare emergenze immediate.
Occorre che il Governo trovi il coraggio di rivedere la propria politica occupazionale – ha concluso Piffari - pianificando interventi strutturali di lungo periodo e non sperando che a risolvere la situazione intervenga la provvidenza o la vincita alla lotteria”.
giovedì 28 ottobre 2010
Lavoro: Valbrem e crisi occupazionale, interventi strutturali non divina provvidenza
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