Roma, 27 ottobre 2009
Oggi, in diretta TV su Rai 2 dalle ore 15, durante la consueta seduta del “Question Time”, l’on. Sergio Piffari, a nome del Gruppo IDV a Montecitorio, interrogherà il Ministro del lavoro sulla pesante crisi occupazionale che attanaglia il paese.
Gli onn. Sergio Piffari e Gabriele Cimadoro, in particolare, si soffermerà sulla crisi attraversata dalla regione Lombardia e, in modo specifico, nella provincia di Bergamo.
I dati diffusi da Sindacati e Unioncamere, infatti, dimostrano come il territorio bergamasco stia accusando, in maniera più evidente e maggiore rispetto alla media regionale, gli effetti negativi della crisi, in termini di posti di lavoro persi, ricorso agli ammortizzatori sociali e immobilità del mercato del lavoro.
Occorrono interventi strutturali profondi, bene prorogare la copertura fornita dagli ammortizzatori sociali ma non è sufficiente a invertire un trend occupazionale negativo.
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La notizia di una nuova cura, tutta italiana, che permetterebbe di intervenire su una patologia correlata o addirittura scatenante della sclerosi multipla rimbalza sui media insistentemente da giorni. Dati pubblicati e provenienti da diverse parti del mondo sembrano dimostrare che la CCSVI, l'insufficienza venosa cronica cerebro-spinale studiata dallo staff del professor Paolo Zamboni, una volta diagnosticata possa essere risolta con la tecnica dell’angioplastica finalizzata a "liberare" le vene del collo.
Il consigliere regionale dell'Italia dei Valori Gabriele Sola ha presentato alla commissione Sanità la richiesta (in allegato, l'atto protocollato) di audire direttamente il professor Zamboni, affinché sia lui stesso ad illustrare le innovative tecniche proposte nella cura della sclerosi multipla, permettendo così di fare il punto sull'eventualità di una sperimentazione in Lombardia. "Credo utile e doveroso - dichiara Gabriele Sola - che i componenti della Commissione Sanità vengano informati in materia. Si tratta di una soluzione tutta italiana e la Lombardia, come Regione che si fregia di essere all'avanguardia nella sanità, ha il dovere di favorirne la sperimentazione".
"Si tratta di un terreno molto delicato - prosegue Sola - e bisogna muoversi con cautela, tenendo conto innanzitutto dell'esigenza di non alimentare false speranze nei malati. Certo, i consiglieri regionali non sono tecnici ed il Consiglio Regionale non è un comitato scientifico. Non sta a noi decidere se la cura del professor Zamboni sia valida o meno, ma è nostro dovere aprire il dibattito in sede politica affinché sia la sperimentazione a darci le opportune risposte".
Attualmente in Italia la sperimentazione è stata avviata in Emilia Romagna (che nel febbraio 2010 ha annunciato l'inizio imminente di una seconda fase) mentre nel Lazio una mozione impegna la Giunta regionale ad avviare protocolli di sperimentazione.
"Ho scelto la via dell'audizione - spiega Sola- perchè non voglio correre il rischio di veti politici su una questione così importante. Credo che la Commissione sia la sede giusta in cui aprire un'interlocuzione ed un confronto anche con i colleghi della maggioranza, affinché la sperimentazione riceva un eventuale - e secondo me auspicabile - sostegno trasversale".
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