01 Febbraio
E' morto l'operaio di 36 anni che in provincia di Bergamo si era dato fuoco dopo aver perso il lavoro....
Poche se non pochissime le parole di solidarietà espresse nei confronti della famiglia da parte delle istituzioni che continuano nella loro silenziosa latitanza.
Il gesto estremo e disperato di un uomo che non ha più nulla, vittima di una contingenza creata da una forma del lavoro fallimentare fautrice di un' impari distribuzione di diritti tra gli attori sociali interessati, ovvero tra datori di lavoro e lavoratori e di un welfare che contraddice la sua stessa definizione , a cui si è aggiunta una crisi economica globale che giustifica ridimensionamenti anche laddove i bilanci sembrano non richiederne la necessità.
Quanti nuovi disoccupati e quanti nuovi precari si sono aggiunti ad una già precaria società che da anni si muove in equilibrio sul filo di un contratto a termine che forse verrà rinnovato o forse no!!
Ma a cosa porta questa incertezza che è divenuta la nuova base delle nostre vite?
Un gruppo di psicologi dell' università del Michigan, dopo aver osservato un gruppo di individui di età compresa tra i 24 e i 36 anni alla ricerca di un lavoro, ha raggiunto le seguenti conclusioni:
le cause che una perdita del lavoro hanno sulla psiche di una persona sono spesso più gravi di quelle di una normale depressione.
Le restrizioni finanziarie sono causa scatenante di una serie di eventi negativi, tra cui l'impossibilità di pagare macchina e mutuo, che sembrano portare ad una paralisi psicologica.
I disoccupati perdono la fiducia in loro stessi e quindi le capacità necessarie a trovare un' altro lavoro e sembra che i sintomi siano aggravati dalla sensazione di aver perso il controllo della propria vita.
Comunque noi ci uniamo al cordoglio dei familiari del giovane operaio e ci uniamo anche all' appello fatto dal Papa e dalla Conferenza Episcopale italiana i quali invitano a fare tutto il possibile per far crescere l'occupazione assicurando un lavoro dignitoso e adeguato al sostentamento delle famiglie.
Personalmente spero che questo Governo si accorga quanto prima che il problema esiste e che deve essere risolto, che una riforma del lavoro è indispensabile e che gli italiani non si accontentano più di un sorriso rassicurante e di un reality in tv.
Maruska Piredda
Responsabile Dipartimento Lavoro-Welfare IDV Lombardia